Un impianto di filodiffusione è fatto di tre cose: le casse negli ambienti, un amplificatore e una sorgente. Le prime due si comprano una volta e le monta un installatore; la sorgente è il pezzo che decide cosa si sente ogni giorno. Qui trovi come si compone l'impianto, quanto costa e quale musica farci arrivare. My Corporate Radio è la sorgente: una radio in-store con musica di produzione propria, fuori dai repertori Siae e Scf, che entra in qualsiasi impianto già esistente e si prova gratis per 7 giorni.
Hai già l'impianto: ti serve solo la musica, da 9,99 €/mese. Non ce l'hai ancora: ti mettiamo in contatto con un installatore della nostra rete.
La parola viene dagli anni Cinquanta, quando la RAI mandava sei canali musicali dentro il cavo del telefono. Il servizio è finito, il termine è rimasto: oggi vuol dire l'impianto che porta la stessa musica in tutti gli ambienti di un locale.
Chi cerca "filodiffusione" per un negozio, un bar, un ristorante o un hotel di solito ha in mente proprio questo: musica distribuita in modo uniforme, dalla vetrina al camerino, dalla sala alla terrazza, senza casse a vista che gracchiano da un angolo. La differenza rispetto a trent'anni fa è la sorgente. Non arriva più dal filo, arriva da internet: un piccolo player collegato alla rete riceve lo streaming e lo consegna all'amplificatore, che lo spinge nelle casse.
È per questo che l'impianto e la musica sono due acquisti diversi. L'impianto è una spesa una tantum, la musica è un servizio mensile. Molti locali fanno l'errore di investire bene sul primo e improvvisare sulla seconda, mettendo una playlist personale o la radio FM in un impianto da migliaia di euro.
Tre componenti, e il terzo è quello su cui vale la pena decidere per primo.
Per un locale fino a 100 mq bastano di solito quattro diffusori da incasso a soffitto, distribuiti per coprire gli ambienti in modo uniforme e a volume basso. Nei locali con soffitti alti o ambienti aperti si usano diffusori a parete o a sospensione. Nelle strutture con più zone (sala, bar, dehors, camerini) si progettano zone separate con volumi indipendenti.
Riceve il segnale dalla sorgente e lo distribuisce alle casse. Per pochi diffusori basta un amplificatore compatto; per impianti grandi si usa la linea a 100 V, che permette di collegare molte casse su un unico cavo lungo. Sceglie l'installatore in base ai metri quadri e al numero di zone.
È il componente che si sente tutti i giorni. Può essere un ricevitore streaming, un Sonos Port o Amp, un tablet o un semplice smartphone collegato all'amplificatore. Da qui entra la radio in-store: chi ascolta sente la programmazione, gli annunci e i jingle del locale, non una playlist.
Due voci separate: l'impianto si paga una volta, la musica ogni mese. Cifre indicative per l'Italia, IVA esclusa.
| Voce | Cosa comprende | Quanto costa |
|---|---|---|
| Impianto base, locale fino a 100 mq | 4 diffusori a soffitto, amplificatore compatto, cablaggio e installazione | 600 – 1.500 € una tantum |
| Impianto senza opere murarie | 2-4 casse wireless (es. Sonos), nessun cavo alle casse | 200 – 800 € una tantum |
| Impianto multizona o grande metratura | Linea 100 V, più zone con volumi indipendenti, progetto dedicato | Da 2.000 € in su, su preventivo dell'installatore |
| La musica: radio in-store My Corporate Radio | Musica di produzione propria, fuori dai repertori Siae e Scf, programmazione per fasce orarie, annunci con il nome del locale | Da 9,99 €/mese, 7 giorni gratis |
Un dettaglio che cambia i conti: con i repertori tradizionali, alla musica vanno aggiunti i compensi annuali per il diritto d'autore e i diritti connessi (Siae e Scf), che dipendono da metratura e tipo di attività. Con una radio in-store che trasmette solo musica di propria produzione quelle voci non ci sono, perché quei brani non fanno parte di quei repertori. Ne parliamo per esteso nella pagina musica senza Siae e Scf.
L'impianto suona quello che gli dai. Le tre strade più comuni e cosa comportano.
| Sorgente | Cosa si sente | Cosa comporta |
|---|---|---|
| Radio FM | Musica di altri, notiziari, e le pubblicità dei concorrenti | Gratis, ma il locale suona come la macchina di un cliente. Nessun controllo sui contenuti |
| Spotify, Apple Music, YouTube | Le playlist scelte dal titolare | Sono servizi per uso personale: i termini non prevedono l'uso in un'attività. In più servono compensi Siae e Scf sul repertorio |
| Radio in-store dedicata | Una programmazione fatta per il locale, con annunci e jingle a nome del negozio | È l'uso per cui nasce. Con My Corporate Radio la musica è di produzione propria, fuori dai repertori Siae e Scf |
Nel caso di My Corporate Radio il collegamento è banale: la radio si apre dal player web o dall'app su qualsiasi dispositivo connesso a internet, e da lì entra nell'amplificatore con un cavo jack, via Bluetooth o via Wi-Fi (su Sonos è integrata, con programmazione automatica degli orari). Non si cambia niente dell'impianto esistente.
My Corporate Radio collabora con installatori e distributori di impianti audio multiroom in tutta Italia. Se devi ancora montare casse e amplificatore, scrivici: ti indichiamo un installatore della nostra rete nella tua zona, e la radio arriva già configurata sul suo impianto il giorno dell'accensione.
Sei un installatore o un rivenditore di impianti audio? Parliamone: per i tuoi clienti la musica è la domanda che arriva sempre dopo l'impianto.
Storicamente era il servizio RAI che arrivava via cavo telefonico. Oggi il termine indica l'impianto di diffusione sonora di un locale: casse distribuite negli ambienti, un amplificatore e una sorgente, che ormai è quasi sempre uno streaming via internet.
Per un locale fino a 100 metri quadri, con quattro casse a soffitto, amplificatore e installazione, si va indicativamente da 600 a 1.500 euro una tantum. Con casse wireless tipo Sonos si può partire anche da 200-400 euro senza opere murarie. La musica è un costo separato e mensile.
Spotify e gli altri servizi consumer sono per uso personale: i loro termini non prevedono la diffusione in un'attività. La radio FM porta in negozio le pubblicità di altri. Una radio in-store dedicata è la sorgente pensata per questo uso.
Sì. La radio si ascolta da qualsiasi dispositivo collegato a internet (smartphone, tablet, computer, Sonos, ricevitore streaming) e da lì entra nell'amplificatore esistente con un cavo o via Bluetooth/Wi-Fi. Non serve cambiare casse.