Per una singola attività la scelta della musica può anche essere lasciata al gusto del titolare o del responsabile di sede. Per una catena con più punti vendita questa logica non funziona: senza una regia editoriale centrale ogni sede finisce per suonare diversa, riflesso del gusto personale del momento, incoerente nel tempo e nello spazio. Il cliente che entra a Milano non riconosce il brand quando entra a Roma. L'identità sonora del marchio si frammenta e con essa una parte importante della sua riconoscibilità.
Il vero valore di una radio in store per una catena è proprio l'opposto: fare in modo che il cliente, ovunque entri nella rete, abbia la stessa sensazione. Non la stessa identica musica nello stesso identico minuto, ma la stessa qualità di curatela, lo stesso mood, lo stesso ritmo, la stessa coerenza con il posizionamento del brand. Per approfondire come si costruisce una radio in store professionale c'è la guida dedicata, e per capire come l'identità sonora diventa asset di brand c'è la guida sull'identità sonora applicata alla ristorazione.
La differenza tra avere musica e avere la musica giusta in modo coordinato su tutta la rete è quello che separa un fornitore di playlist da una vera radio editoriale al servizio di un brand. Le pagine successive raccontano come questa differenza si concretizza: tre piani di valore strategico per le catene, la cura editoriale che li attiva, il modello di servizio che li scala su qualunque numero di sedi.